Industria Report - Prot. 112/2020
04/03/2020 Gestione Risorse Umane

Coronavirus: FAQ dalle imprese

Aggiornamento 3 marzo

1) Che misure precauzionali generali posso adottare a livello aziendale per far fronte all’emergenza Coronavirus?

  • Mettere a disposizione dei mezzi di sanificazione (detergenti)
  • Valutare l’eventuale sospensione / limitazione delle trasferte o di riunioni.
  • Informare di evitare contatti fisici come la stretta di mano e rimanere a distanza gli uni dagli altri di almeno un metro
  • Limitare l’ingresso di soggetti esterni e limitare il loro contatto con personale interno
  • Invitare dipendenti e soggetti esterni ad evitare l’accesso all’azienda in presenza di sintomi sospetti

2) Che misure precauzionali più specifiche posso adottare a livello aziendale per far fronte all’emergenza Coronavirus?

  • Rispettare e dare la massima diffusione alle linee guida contenute nell'Ordinanza del Ministero della Salute e della Regione Marche del 27 febbraio 2020 
  • Chiedere ai visitatori (es. clienti, fornitori) di segnalare tempestivamente se sono entrati in contatto con soggetti infetti o residenti / frequentanti la c.d. “zona rossa” o siano rientrati dalla Cina o Paesi a risschio da meno di 14 giorni
  • Le persone provenienti dalla zona gialla possono circolare tranquillamente. Si raccomanda comunque di rispettare le misure precauzionali di cui al punto 1.

3) L’azienda deve informare i dipendenti e/o visitatori sulle modalità di utilizzo dei dati raccolti in base alla privacy?

Si, prima di raccogliere qualsiasi informazione e svolgere controlli sullo stato di salute, che comunque dovranno essere conformi al principio di minimizzazione, le persone devono ricevere un’informativa privacy che illustri modalità e finalità del trattamento, tempi di conservazione dei dati e soggetti a cui le informazioni saranno comunicate. Le persone devono fornire il loro consenso esplicito.

4) Cosa devo fare se un visitatore dichiara di avere avuto contatti con soggetti della c.d. “zona rossa”?

In base alle attuali disposizioni, si consiglia in via precauzionale di allontanare il soggetto o non ammetterlo in azienda, invitandolo a rivolgersi al numero verde 800 93 66 77 o al proprio medico di medicina generale.

 5) Cosa posso fare se un lavoratore riceve un certificato dell’ASUR che attesta l’isolamento domiciliare fiduciario?

Il lavoratore potrà inviare certificato del suo medico curante e l’azienda tratterà il periodo di assenza come malattia

 6) Cosa posso fare se i dipendenti chiedono di esonerare dall’attività lavorativa un collega ritenuto a rischio?

In tal caso l’azienda non può costringere il lavoratore a consumare ferie e / o permessi individuali; sarà consigliabile concordare con lui un percorso di temporanea astensione dalla frequentazione dell’ambiente di lavoro, magari, laddove è possibile, proponendogli lo smart working.

 7) Il datore di lavoro può fare misurare la temperatura a tutti i dipendenti e/o visitatori prima di accedere in azienda?

No, perché i provvedimenti di emergenza adottati dal Governo per il coronavirus non legittimano i privati a svolgere controlli indiscriminati che potrebbero essere invasivi della privacy degli individui.

8) L’azienda può attivare lo smart working (lavoro agile)?

Sì, fin da subito. Lo smart working, fino al 31 luglio, è anche applicabile senza accordo individuale su tutto il territorio nazionale. In questo caso l’azienda provvederà ad effettuare la comunicazione telematica tramite il sito Cliclavoro almeno un giorno prima dell’avvio e dovrà consegnare al lavoratore, anche telematicamente, un’informativa sulla salute e sicurezza del lavoro in smart working che potrà essere scaricato dal sito www.inail.it

9) Cosa posso fare se un lavoratore, che non rientra nelle casistiche sopra descritte, chiede espressamente di essere esonerato dall’attività lavorativa?

In tal caso l’azienda potrà valutare la concessione di ferie e / o permessi a carico del monte ore individuale, ovvero concordare un periodo di aspettativa non retribuita.

10) Cosa posso rispondere al cliente preoccupato per la merce che gli stiamo spedendo

L'OMS - Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato (come riporta l'opuscolo "Dieci comportamenti da seguire" predisposto dal Ministero della Salute) che le persone che ricevono pacchi non sono a rischio di contrarre il nuovo Coronavirus, perché esso non è in grado di sopravvivere a lungo sulle superfici.

Interessa a:

  • Ufficio del Personale