Industria Report - Prot. 370/2020
27/05/2020 Sicurezza - Comunicazione

Emergenza Covid-19: procedure di sanificazione di strutture non sanitarie

Indicazioni per procedure di sanificazione di strutture non sanitarie.

Con circolare allegata,il Ministero della Salute ha fornito indicazioni per l’attuazione di misure contenitive del contagio da SARS-CoV-2 attraverso procedure di sanificazione di strutture non sanitarie.
Dopo una premessa di inquadramento generale delle azioni di disinfezione nell’ambito del D.lgs. n. 81/2008, la circolare ricorda il ruolo fondamentale del distanziamento sociale e della igiene delle mani (ancora prima ed in aggiunta alla corretta sanificazione di superfici e locali e della pulizia giornaliera) e fornisce la definizione di sanificazione descrivendola quale il “complesso di procedimenti ed operazioni di pulizia e/o disinfezione e mantenimento della buona qualità dell’aria”

Valutazione del contesto
Svolte queste considerazioni preliminari, la circolare evidenzia l’importanza della valutazione del contesto per attuare idonee, mirate ed efficaci misure di sanificazione.
E’ opportuno quindi valutare innanzitutto il tipo di postazione lavorativa per determinare quali tipi di superfici e materiali sono presenti nell’ambiente, poi che uso ne viene fatto e con che frequenza gli spazi vengono frequentati e le superfici toccate.
Per le attività commerciali, ma anche più in generale, per le attività produttive, vengono indicati tre punti fermi per il contenimento della diffusione del virus:

1. pulire accuratamente con acqua e detergenti neutri superfici, oggetti, ecc.;
2. disinfettare con prodotti disinfettanti con azione virucida, autorizzati;
3. garantire sempre un adeguato tasso di ventilazione e ricambio d’aria.

Misure organizzative
A seguito della valutazione del contesto, la circolare declina le seguenti misure organizzative da adottare per la sanificazione:

  • stabilire una procedura di azione e una pianificazione preventiva contro il SARS-CoV-2
  • aggiornarle secondo le istruzioni delle autorità sanitarie in ogni momento;
  • effettuare la registrazione delle azioni intraprese, specificando data, ora, persone responsabili, ecc. e salvare tutta la documentazione che può essere generata;
  • incentivare la massima collaborazione di tutte le persone dell'organizzazione nell'adozione di misure preventive e il monitoraggio delle raccomandazioni condivise nel protocollo di prevenzione (all. 6 al DPCM del 26 aprile 2020);
  • informare e distribuire materiale informativo comprensibile desunto da fonti affidabili a tutto il personale, relativamente agli aspetti di base del rischio di contagio:

- misure di igiene personale e collettiva;
- criteri stabiliti dall'autorità sanitaria per definire se una persona è stata contaminata;
- le linee guida per l'azione di fronte a un caso sospetto COVID-19.

Altrettanto importante è che le procedure di sanificazione siano adottate nella corretta sequenza:

1. La normale pulizia ordinaria con acqua e sapone riduce la quantità di virus presente su superfici e oggetti, riducendo il rischio di esposizione.
2. La pulizia di tutte le superfici di mobili e attrezzature da lavoro, macchine, strumenti, ecc., nonché maniglie, cestini, ecc. deve essere fatta almeno dopo ogni turno.
3. Il rischio di esposizione è ridotto ancor più se si effettuano procedure di disinfezione utilizzando prodotti disinfettanti con azione virucida autorizzati (PMC o biocidi). È importante la disinfezione frequente di superfici e oggetti quando toccati da più persone.
4. I disinfettanti uccidono i germi sulle superfici. Effettuando la disinfezione di una superficie dopo la sua pulizia, è possibile ridurre ulteriormente il rischio di diffondere l'infezione. L’uso dei disinfettanti autorizzati rappresenta una parte importante della riduzione del rischio di esposizione a COVID-19.
5. I disinfettanti devono essere utilizzati in modo responsabile e appropriato secondo le informazioni riportate nell'etichetta. Non mescolare insieme candeggina e altri prodotti per la pulizia e la disinfezione: ciò può causare fumi che possono essere molto pericolosi se inalati.
6. Tutti i detersivi e i disinfettanti devono essere tenuti fuori dalla portata dei bambini.
7. L’accaparramento di disinfettanti o altri materiali per la disinfezione può comportare la carenza di prodotti che potrebbero invece essere utilizzati in situazioni particolarmente critiche.
8. Bisogna indossare sempre guanti adeguati per i prodotti chimici utilizzati durante la pulizia e la disinfezione, ma potrebbero essere necessari ulteriori dispositivi di protezione individuale (DPI, specie per i prodotti ad uso professionale) in base al prodotto.

Attività di sanificazione in ambiente chiuso
La circolare si sofferma poi sugli aspetti organizzativi della sanificazione in ambiente chiuso, evidenziando che “se il posto di lavoro, o l'azienda non sono occupati da almeno 7-10 giorni, per riaprire l'area sarà necessaria solo la normale pulizia ordinaria, poiché il virus che causa COVID-19 non si è dimostrato in grado di sopravvivere su superfici più a lungo di questo tempo neppure in condizioni sperimentali”.
Si tratta di un rilievo importante, soprattutto se posto in relazione con il Protocollo del 24 aprile 2020, allegato al DPCM 17 maggio 2020, nel quale è previsto che “nelle aree geografiche a maggiore endemia o nelle aziende in cui si sono registrati casi sospetti di COVID-19, in aggiunta alle normali attività di pulizia, è necessario prevedere, alla riapertura, una sanificazione straordinaria degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni, ai sensi della circolare 5443 del 22 febbraio 2020”.
La lettura congiunta dei due passaggi rende evidente che la sanificazione, per tutti gli esercizi che sono rimasti chiusi oltre i tradizionali 14 giorni cautelativi non abbisognano di particolari sanificazioni ma di semplice pulizia ordinaria, essendo la sanificazione riservata alle ipotesi individuate dall’Autorità in caso di particolare endemia o di presenza di un malato di COVID19.
Per quanto concerne l’attività di pulizia, il Ministero svolge tre considerazioni:

  • la maggior parte delle superfici e degli oggetti necessita solo di una normale pulizia ordinaria;
  • gli interruttori della luce e maniglie delle porte o altre superfici e oggetti frequentemente toccati dovranno essere puliti e disinfettati utilizzando prodotti disinfettanti con azione virucida, autorizzati dal Ministero della salute per ridurre ulteriormente il rischio della presenza di germi su tali superfici e oggetti (maniglie delle porte, interruttori della luce, postazioni di lavoro, telefoni, tastiere e mouse, servizi igienici, rubinetti e lavandini, schermi tattili),
  • ogni azienda o struttura avrà superfici e oggetti diversi che vengono spesso toccati da più persone: occorre disinfettare adeguatamente queste superfici e questi oggetti. Sul presupposto che la disinfezione deve sempre essere proceduta dalla pulizia, viene poi richiamata l’attenzione sulla corretta procedura da seguire:

1. Pulire, come azione primaria, la superficie o l'oggetto con acqua e sapone.
2. Disinfettare se necessario utilizzando prodotti disinfettanti con azione virucida autorizzati, evitando di mescolare insieme candeggina o altri prodotti per la pulizia e la disinfezione.
3. Rimuovere i materiali morbidi e porosi, come tappeti e sedute, per ridurre i problemi di pulizia e disinfezione.
4. Eliminare elementi d’arredo inutili e non funzionali che non garantiscono il distanziamento sociale tra le persone che frequentano gli ambienti (lavoratori, clienti, fornitori). 


Procedure di pulizia e sanificazione per ambienti esterni di pertinenza
Per gli ambienti esterni (ad es. spazi antistanti i locali dell’azienda), la circolare ritiene sufficiente la normale pulizia e non ritiene necessaria la sanificazione, salvo che si tratti di aree esterne e strutture, come bar e ristoranti, che possono richiedere azioni aggiuntive, come ad esempio disinfettare superfici dure quali tavoli, sedie, sedute all'aperto e oggetti spesso toccati da più persone. 

Tipologia di disinfettanti
Con riferimento alle tipologie di disinfettanti, la circolare rinvia al documento n. 19/2020 dell’Istituto Superiore di Sanità e raccomanda di prestare la massima attenzione alle etichette ed alle procedure da rispettare.

Procedure di sanificazione riconducibili a OZONO, CLORO ATTIVO generati in-situ, PEROSSIDO D’IDROGENO applicato mediante vaporizzazione/aerosolizzazione.
Infine, la circolare prende posizione in merito ad un quesito spesso posto con riferimento, in particolare, all’uso di alcune sostanze utilizzate in attività di sanificazione ricorrendo a tecniche di generazione in situ (con vaporizzazione).
Si tratta dell’ozono, del cloro attivo e del perossido d’idrogeno applicati mediante vaporizzazione/aerosolizzazione.
Il Ministero afferma che tali procedure di sanificazione non sono assimilabili a interventi di disinfezione e che “solo al termine di una valutazione eventualmente positiva da parte dell’Autorità sanitaria di idonea documentazione tecnico scientifica che ne dimostri l'efficacia e la sicurezza, si potranno definire sostanze disinfettanti e si potranno autorizzare sistemi di generazione in-situ”.
Pertanto tali procedure, potranno essere complementari a quelle di pulizia e ottimizzazione ambientale, o essere integrate con attività di disinfezione.
Potranno altresì essere utilizzate per finalità di sanificazione, intesa in questo caso come “il complesso di procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti mediante la pulizia e il controllo e il miglioramento della qualità dell’aria”, quindi in una accezione differente da quella di sanificazione, che comprende, oltre alla pulizia, anche la disinfezione, azione assente nelle procedure in esame.

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