Industria Report - Prot. 67/2020
31/01/2020 Energia

Addizionale provinciale accisa energia elettrica 2010-2011: interpello Confindustria a Ministero Finanze

Il tema di un potenziale rimborso delle accise negli anni indicati in oggetto, sollevato da numerosi studi legali e consulenti, è oggetto di attenta analisi da parte di tutti i soggetti coinvolti, fra cui Agenzia delle Dogane, fornitori di energia elettrica e MEF. Obiettivo valutare l’effettiva sostenibilità senza creare una paralisi burocratica.

A seguito di una sentenza della Corte di Cassazione (n. 27101/2019 del 26 marzo depositata il 23 ottobre 2019) pare essersi aperta la possibilità di richiedere, per i soli anni 2010 e 2011 (in quanto quelli precedenti ormai caduti in prescrizione), il rimborso dell’addizionale provinciale all’accisa addebitata nella bolletta elettrica, in quanto ritenuta dalla UE indebitamente versata.             
Il tributo è stato poi abolito nel 2012, con la riforma del sistema di imposizione accisa sui consumi di energia elettrica, proprio perché in contrasto con quanto previsto dall’Unione Europea.
L’eventuale richiesta di rimborso, corredata dalle relative fatture, è da inviare a mezzo lettera o PEC ai fornitori di energia elettrica utilizzati nel biennio 2010 – 2011 entro dicembre 2020, termine ultimo per interrompere la prescrizione.
In assenza di un diverso pronunciamento istituzionale, il fornitore probabilmente non provvederà al pagamento dell’importo richiesto, in quanto per questo tributo il termine di prescrizione è di due anni e si troverebbe nella condizione di non poterlo recuperare.
Per auspicare un effettivo risarcimento, si dovrebbe avviare verso il fornitore un’azione legale in sede civile o tributaria fino al 3’ grado di giudizio (Cassazione).
Altra cosa importante da rimarcare è che le sentenze di Cassazione non fanno legge, ma valgono solo per il singolo caso posto. Ne consegue che ogni azienda dovrebbe ricorrere per vie legali singolarmente, ed i pareri dei singoli tribunali e Cassazioni, potrebbero essere diversi caso per caso.
Preso atto della complessità della situazione, che peserebbe sulla competitività del paese con un gravoso carico burocratico, Confindustria si è attivata per un pronunciamento al Ministero delle Finanze, anche per evitare alle imprese di sostenere spese legali e gestionali in presenza di un effettivo diritto al risarcimento.
Un primo incontro fra Confindustria ed il MEF è previsto per la prima settimana di febbraio.

Interessa a:

  • Ufficio Tecnico
  • Ufficio Produzione ed Energia

Per informazioni:

Baroni Andrea
a.baroni@confindustriamarchenord.it
Tel +39.0721.383.238
Fax +39.0721.383.263

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