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12/05/2020 Sicurezza - Comunicazione

Test sierologici in azienda: protocollo Confindustria - Universita' per i soci

Sviluppata dagli esperti dell’Università di Urbino e Confindustria una procedura snella, conveniente e legale per monitorare e contenere i possibili effetti del COVID-19 tramite test diagnostici volontari.

La nostra Associazione ha sottoscritto un protocollo con l’Università di Urbino - Dipartimento di Scienze Biomolecolari - per supportare le aziende nella delicata fase della riapertura delle attività, specificatamente in merito allo screening nei confronti dei propri dipendenti, attraverso la somministrazione di test diagnostici Covid-19. 

Operativamente i nostri uffici sono disponibili a ricevere le richieste delle imprese interessate e a seguirle nell’intera procedura, creando il contatto tramite il medico del lavoro aziendale e con il Dipartimento di Scienze Biomolecolari dell’Università, che effettuerà i tamponi. Confindustria potrà fornire grazie ad una convenzione anche test rapidi certificati, tramite uno “spin-off” collegato all’Università.   

Nel ricordare che i test sierologici sono un percorso “volontario”, per garantire alle imprese una procedura veloce e sostenibile in termini di costo, come Associazione abbiamo ipotizzato, assieme agli esperti dell’Università di Urbino, un doppio passaggio che prevede in via preliminare:  TEST RAPIDI (kit immunocromatografici) in grado di rilevare la presenza di anticorpi IgG (anticorpi sviluppati), ma soprattutto IgM (possibile infezione in atto anche in assenza di sintomi), a cui fare seguire un TAMPONE MOLECOLARE, legalmente certificato, da somministrare ai soli soggetti positivi, che sarà analizzato dai laboratori dell’Ateneo Universitario.  L’ideale, per garantire un percorso di sicurezza ottimale, è quello di ripetere periodicamente (ogni 2/4 settimane) i test rapidi. Informiamo che il laboratorio dell’Università è stato certificato in data 8 maggio dalla Regione attraverso l’ASUR, ed è attualmente in grado di realizzare tamponi ufficiali parificati a quelli della sanità pubblica, senza tempi di attesa.  

In alternativa ai test rapidi, è possibile rivolgersi ad un laboratorio privato ed effettuare un’analisi del sangue sia attraverso il metodo CLIA (chemiluminescenza) che ELISA. Informiamo che in provincia di Pesaro Urbino il BIOLAB di Montecchio è in grado di realizzare l’intero iter per la diagnosi, compreso il tampone.  

Per attivare il percorso diagnostico riportiamo la procedura e le informazioni necessarie per le imprese associate: 

  1. Ribadendo che i test sierologici sono uno strumento volontario, i costi da sostenere nel percorso Confindustria/Università Urbino sono di 11 Euro + IVA per il KIT IMMUNOCROMATOGRAFICO e 12 Euro + IVA per il KIT TAMPONE. In entrambi i casi vanno considerati i costi;  a) per l’effettuazione dei test rapidi (tramite infermiere professionale o medico del lavoro), b)  per la diagnosi del tampone a cura dell’Università, i cui costi oscillano in base al  numero di analisi effettuate. I prodotti saranno consegnati direttamente in azienda tramite corriere.
  2. I dati medi della provincia ad oggi indicano che ogni 100 test rapidi possono emergere in media dai 2 ai 5 soggetti con una positività IgM e/o IgG, che richiedono il tampone di verifica. Il tampone può essere effettuato subito dopo il test rapido, il cui esito esce in 15 minuti. Inviando al laboratorio dell’Università il tampone entro le ore 12,00 tramite corriere, il laboratorio garantirà l’invio dei risultati entro 24 ore.
  3. Nella procedura devono essere coinvolti i medici del lavoro, come previsto dall’articolo 12 del protocollo nazionale sulla sicurezza del 23 aprile. Saranno poi i medici curanti ad attribuire la malattia e seguire l’iter di controllo per il reintegro del dipendente, che potrà essere effettuato sempre utilizzando tamponi molecolari inviati al laboratorio dell’Università, tramite l’azienda.
  4. In base all’articolo 13 del protocollo del 23 aprile è necessario informare preventivamente anche gli RLS o RLST.
  5. L’attuale percorso “volontario” ideato dalla Regione Marche con delibera 503 del 28/04/2020 richiama in allegato “A” una mera “coerenza” alla precedente delibera 414/2020 che prevedeva una analisi del sangue quantitativa con il metodo in chemiluminescenza, escludendo in effetti i test rapidi, ma “limitatamente a quella ricerca” che era rivolta agli operatori del Servizio Sanitario Regionale. Ne consegue che i test rapidi nelle imprese possono essere legalmente utilizzati, a condizione che siano certificati CE IVD come indicato nella circolare del Ministero della Salute n. 11715 del 03 aprile 2020, citata fra l’altro nella delibera Regionale nr. 503.
  6. In presenza delle misure di sicurezza previste dal protocollo del 24 aprile, compreso il distanziamento, nel caso in cui l’azienda individuasse un dipendente positivo (sempre certificato dal tampone molecolare) sarà compito del medico competente e della Autorità Sanitaria valutare eventuale quarantena per gli altri dipendenti venuti a stretto contatto con il dipendente positivo. Andrà inoltre prevista la sanificazione dei locali dove lo stesso dipendente ha operato. 

Trattandosi di una materia complessa, sulla quale si è generata molta confusione, ed essendo necessario valutare diversi aspetti interdisciplinari, i nostri funzionari sono a disposizione per supportare sia gli addetti alla sicurezza sia i medici del lavoro per la realizzazione dei test diagnostici, compresi tutti i suggerimenti e relativa consulenza specialistica per integrare il Documento di Valutazione del Rischio legati al Covid-19.

Per informazioni è attiva la casella: coronavirus@confindustriamarchenord.it.

Interessa a:

  • Responsabile Sicurezza
  • Titolare o Legale Rappresentante

Per informazioni:

Borghi Beatrice
b.borghi@confindustriamarchenord.it
Tel +39.0721.383.201
Fax +39.0721.383.254

Cioppi Paolo
p.cioppi@assindustriaconsulting.it
Tel +39.0721.383.219
Fax +39.0721.383.241

Ravagli Beatrice
b.ravagli@assindustriaconsulting.it
Tel +39.0721.383.301
Fax +39.0721.65022