Industria Report - Prot. 354/2020
21/05/2020 Comunicazione

Emergenza Covid-19: Decreto Rilancio con nuove misure per imprese e lavoratori

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Rilancio a sostegno di imprese, lavoratori e famiglie.

Il Governo ha approvato ed è stato firmato dal Capo dello Stato e pubblicato in G.U. il Decreto Rilancio a sostegno di imprese, lavoratori e famiglie, come supporto del momento di emergenza che il Paese sta attraversando a causa dell’epidemia dovuta da Covid-19.

Questi, elencati di seguito, i principali punti previsti dal testo definitivo e ufficiale del Decreto a sostegno di lavoratori ed imprese.

  • Cassa integrazione: la cassa integrazione e l’assegno del fondo di integrazione salariale con la causale Covid-19 restano fruibili per una durata massima di 9 settimane per i periodi compresi dal 23 febbraio al 31 agosto 2020, con la possibilità, tuttavia, di ottenere altre 5 settimane per le sole aziende che abbiamo interamente utilizzato tutte e 9 le settimane. Consumato anche questo periodo si potranno chiedere ulteriori 4 settimane dal 1° settembre 2020 al 31 ottobre 2020;
  • Cassa in deroga: semplificata la procedura della cassa in deroga. L’accordo tra il Governo e le Regioni consente ai datori di lavoro di rivolgersi direttamente all’INPS per velocizzare i tempi di erogazione. I periodi successivi alle prime 9 settimane riconosciuti dalle Regioni sono concessi dall’INPS, che riceve dai datori di lavoro la domanda in via telematica con la lista dei beneficiari, le ore di sospensione per ciascun lavoratore per tutto il periodo autorizzato;
  • Reddito di emergenza (Rem): nuovo strumento per tutelare circa 1 milione di nuclei in difficoltà, finora esclusi dagli attuali sussidi. Erogato in due quote, oscilla da 400 a 800 euro a seconda del nucleo familiare. Le domande vanno presentate all’INPS entro giugno. Per ottenere il Rem occorre avere la residenza in Italia, un reddito familiare inferiore al Rem spettante, un patrimonio mobiliare familiare 2019 inferiore a 10.000 euro (massimo fino a 20.000 euro) e Isee inferiore a 15.000 euro;
  • Bonus autonomi: prorogato per il mese di aprile l’indennizzo di 600 euro, previsto a marzo per quasi 5 milioni di autonomi (professionisti non iscritti agli ordini, Co.co.co. in gestione separata, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori del settore spettacolo, lavoratori agricoli). A maggio l’indennizzo sale a 1.000 euro, è riconosciuto ai liberi professionisti titolari di partita Iva, non in pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano subito una riduzione di almeno il 33% del reddito nel secondo bimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019;
  • Smart working: il Decreto Rilancio prevede che i genitori dipendenti del settore privato con almeno un figlio minore di 14 anni hanno diritto a svolgere il lavoro agile, da remoto, fino al termine dello stato di emergenza;
  • Reddito di cittadinanza: prolungata da 2 a 4 mesi complessivi la sospensione delle misure di condizionalità per i percettori del Reddito di cittadinanza. Si promuove il lavoro agricolo, consentendo ai beneficiari del Rdc, ammortizzatori sociali (solo per il periodo di sospensione a zero ore) di stipulare con datori di lavoro del settore agricolo contratti a termine fino a 30 giorni, rinnovabili per 30 giorni, senza subire la perdita o la riduzione dei benefici, nel limite di 2.000 euro;
  • Bonus Babysitter: prorogati i congedi parentali fino a un massimo di 30 giorni per genitori lavoratori dipendenti del privato con figli di età non superiore a 12 anni che riceveranno un’indennità al 50% della retribuzione. Aumenta il limite massimo complessivo per l’acquisto di servizi di babysitting (da 600 a 1.200 euro) previsto dal Dl Cura Italia e la possibilità, in alternativa, di utilizzare il bonus per l’iscrizione ai servizi socioeducativi territoriali e ai servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia;
  • Sconto IRAP: sospeso il versamento del saldo dell’IRAP dovuta per il 2019 e della prima rata, pari al 40%, dell’acconto dovuta per il 2020 per le imprese con un volume di ricavi compresi tra 0 e 250 milioni e i lavoratori autonomi con un corrispondente volume di compensi. Rimane fermo l’obbligo di versamento degli acconti per il periodo di imposta 2019;
  • Rinvio versamenti: rinviati al 16 settembre i versamenti di imposte e contributi sospese nei mesi di marzo, aprile e maggio per imprese e professionisti colpiti dall’emergenza sanitaria e dalle norme di contenimento in vigore dall’8 marzo. Il pagamento potrà avvenire in unica rata o potrà essere dilazionato in 4 rate di pari importo a partire dal mese di settembre;
  • Bonus sanificazione: ai soggetti esercenti arti e professioni, agli enti non commerciali, compreso il Terzo Settore viene riconosciuto, sulle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati e di acquisto di dispositivi di protezione individuale e di tutela della salute, un credito d’imposta pari al 60% fino ad un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l’anno 2020;
  • Plastic Tax e Sugar Tax: rinviata al 1° gennaio 2021 l’entrata in vigore di Plastic Tax e Sugar Tax, le tasse sulle plastiche monouso e le bevande edulcorate, che erano state previste per quest’anno dall’ultima legge di Bilancio;
  • Aiuto pubblico a Pmi: hanno diritto ad aiuti pubblici al capitale le Pmi (da 5 e 50 milioni di fatturato) che abbiano visto ridursi di almeno il 33% il proprio volume d’affari a marzo-aprile 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. Previsto un credito d’imposta del 20% per gli aumenti di capitale. L’investimento agevolabile in questa versione non può superare i 2 milioni, con uno sconto fiscale al massimo di 400.000 euro. Cade inoltre il limite triennale per utilizzare il credito, che può essere impiegato anche in compensazione;
  • Slitta Piano Impresa 4.0: la proroga del piano Impresa 4.0 fino al 2022 e il rafforzamento, anche solo in misura contenuta, di alcune delle sue agevolazioni fiscali, sono stati stralciati dal Decreto e rinviati a prossimi provvedimenti;
  • Auto elettriche: anticipato, nell’ultima bozza del Decreto Rilancio, un rifinanziamento di 100 milioni di euro per gli incentivi all’acquisto di auto elettriche e ibride plug-in previsti dalla manovra 2019;
  • Riduzione bollette: previsto, per le bollette delle piccole e medie imprese, un taglio da 600 milioni di euro, attraverso la rimodulazione della componente fissa della spesa energetica. All’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente il compito di definire i contorni dell’intervento che riguarderà i clienti non domestici alimentati a bassa tensione. La misura dovrebbe riguardare almeno 3,7 milioni di Pmi;
  • Export: è in arrivo un pacchetto di 450 milioni di euro destinato all’internazionalizzazione. Risorse che, tra garanzia statale per le imprese che accedono ai finanziamenti agevolati e contributi diretti, interessano l’operatività del fondo 394 gestito dalla Simest;
  • Ricapitolazioni: per le imprese con più di 5 milioni di euro di fatturato è prevista la possibilità della cassa depositi e prestiti di intervenire nella ricapitolazione. Si abbassa il quorum deliberativo in assemblea alla maggioranza semplice per tutti gli aumenti di capitale e si dimezzano i tempi di convocazione dei soci, solo per il caso di aumenti con esclusione del diritto d’opzione fino al 20% del capitale sociale preesistente.

Il commento di Confindustria

“Positivo l’intervento sull’IRAP, che però andrà accompagnato da interventi più ampi e profondi di riforma della tassazione sulle attività di impresa, come pure le risorse stanziate per lo smaltimento dei debiti della PA e il rafforzamento dei bonus per l’efficienza energetica e il rischio sismico”, è stato il primo commento di Confindustria, mostrando tuttavia qualche perplessità sulle misure contenute nel Decreto Rilancio. “Registriamo però una notevole frammentazione delle risorse, e delle conseguenti misure, che finirà inevitabilmente per limitarne l’efficacia. Da segnalare anche l’assenza di interventi volti ad assicurare alle imprese la necessaria certezza sui rischi legali connessi alla gestione dei rapporti di lavoro nell’attuale fase di emergenza. Inoltre, sarà necessario accompagnare questo provvedimento con una strategia di rilancio degli investimenti, pubblici e privati, necessari per il sostegno della domanda nell’attuale contesto di crisi”.

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